Ora che è sulla bocca di tutti e che, soprattutto, si è svolta in allegria, possiamo approfondire l’argomento Cannonball trophy 2016. Per farlo ci beviamo una birra col nostro amico Alessandro Bongiovanni di MotoRè. È proprio lui l’ardito che ha tagliato il traguardo della Ride per primo, dopo quasi 1.200 km tra autostrada, sterrati, paesini, mulattiere e vie di ogni sorte senza fermarsi MAI, o quasi.

La preparazione.

Alessandro ha sulle spalle diversi rally in varie categorie a due e quattro ruote ( Rally dei Faraoni 2 volte, Campione Italiano di Super 1600, pilota ufficiale Rally Art Mitsubishi e altro ancora). Quando a maggio ha saputo che nell’aria c’era odore di Cannonball Trophy è partita l’organizzazione nerd-motociclistica come ponderazione di consumi e medie, che sono il suo pane quotidiano.
1 – Scelta del ferro: semplice! BMW R100 GS PD. Serbatoio capiente, sufficiente potenza e un motore indistruttibile la rendono ideale per una Ride come questa. Acquistata in Toscana dopo una breve contrattazione, l’ha portata a casa ben sapendo cosa aggiungere alla mucca tedesca…
2 – Apportare modifiche: non far fermare la moto. Per adeguare la sua BMW ha prima installato un serbatoio preso in prestito da uno scooter e riposto dentro una valigia rigida collegata ad un’elettropompa che, a comando, in circa 4 minuti sposta i circa 23 litri extra all’interno del già capiente serbatoio da 35 litri stock (autonomia totale 550 km circa). Maggiorato l’impianto frenante anteriore con un kit da 345 mm di disco ed una pinza Brembo dedicata e sostituito il tubo in gomma con uno aeronautico. Per sfamare iPad e cellulare, indispensabili per la cartografia ed effettuare le famosa foto sotto ai cartelli dei check point, ha installato sul manubrio, subito affianco il comando dell’elettropompa, una doppia presa USB sotto chiave.

Motoré-Cannonball-Trophy-2016

Il viaggio.

Iniziato il viaggio è filato tutto liscio. Per la Cannonball Trophy di Alessandro ci sono state solo un paio di scivolate. La prima in una mulattiera dove Ale ha lasciato andare la sua GS per riprenderla un attimo dopo e ripartire. L’altra all’arrivo del primo giorno in un momento emozionante ed esilarante dove la sua moto si è andata a ficcare sotto al furgone di Dino (l’organizzatore). Secondo noi l’ha fatto di proposito, per creare un po’ di patos!!

Il secondo giorno c’è stato un po’ di caos nel capire dove fosse l’arrivo, ma un volta lì s’è trovato solo: era PRIMO!
Alla fine della fiera ci ha confessato che la scelta del percorso consigliato dall’organizzazione era stata magnifica. Le strade più belle dell’Italia motociclistica vissute in perfetto stile Dino Romano al quale vanno tutti i ringraziamenti per le emozioni vissute. Al di là di tutto Alessandro Bongiovanni di Motoré, oltre ad aver vinto, ha la soddisfazione di poter dire: alla Cannonball Trophy 2016, IO C’ERO.

http://www.specialracer.com/wp-content/uploads/2016/11/436485_1062_xl_cannonball20167-1024x682.jpghttp://www.specialracer.com/wp-content/uploads/2016/11/436485_1062_xl_cannonball20167-300x300.jpgLorenzo CatiniUncategorized
Ora che è sulla bocca di tutti e che, soprattutto, si è svolta in allegria, possiamo approfondire l’argomento Cannonball trophy 2016. Per farlo ci beviamo una birra col nostro amico Alessandro Bongiovanni di MotoRè. È proprio lui l’ardito che ha tagliato il traguardo della Ride per primo, dopo quasi 1.200 km...
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