Roma, una Scrambler Ducati Sixty2 e una settimana di tempo per SPECIAL RACERizzarla!

Dopo l’uragano di successo della Scrambler, che ha investito tutto il mondo, con 16.000 unità vendute nel 2015, Ducati ha preso la sua 800 e l’ha dimezzata. Sono pazzi, direte voi!? Invece no, perché il marchio di Borgo Panigale ha realizzato una bella scramblerina che può venire incontro alle esigenze di chi non ha bisogno di tutta quella potenza, e magari ha anche il portafoglio meno gonfio di chi già gira con la versione 803 cc.

FUORI STRADA.
Quando si parla di Jeep, spesso e volentieri ci si riferisce ad un fuoristrada (un veicolo 4×4) e non, come si dovrebbe, ad una precisa Casa automobilistica. Tale meccanismo si verifica quando la potenza di un brand è talmente forte da impadronirsi del significato di una parola, diventandone, in sostanza, un sinonimo. Scrambler…? Non vi viene in mente nulla? E allora giù di terra, sali/scendi e anche qualche pozza d’acqua (buoni guanti & occhiali aiutano!). In un contesto da Scrambler, appunto, una delle caratteristiche principali dovrebbe essere la leggerezza, per avere una moto maneggevole quanto più possibile. La Scrambler Ducati Sixty2 in realtà non è una reginetta del peso forma, in quanto segna sulla bilancia più o meno gli stessi kg della sorella maggiore: 400 >> 167 kg (a secco) – 183 kg (in ordine di marcia*) / 800 >> 176 kg (a secco) – 192 kg (in ordine di marcia*). Nonostante questi dati, però, non ci siamo sentiti alla guida di un elefante, ma anzi di una moto ben bilanciata e molto maneggevole. Quando il terreno è variegato e scivoloso, è il grip l’altro elemento fondamentale e per questa ragione Ducati ha commissionato a Pirelli uno pneumatico dedicato. MT 60 RS 110/80 R18 all’anteriore e 160/60 R17 dietro. Il risultato? Una tenuta più che buona su asfalto asciutto, bagnato e fuori strada, purché (nell’ultimo caso) si tratti di un livello di difficoltà medio. Già con troppo fango o comunque situazioni al limite, queste gomme non possono essere considerate delle vere tassellate. In sostanza è stato raggiunto un ottimo compromesso per tutte le situazioni.

Scrambler Ducati-Sixty2 Le sospensioni (forcella Showa tradizionale con steli da 41 mm e mono Kayaba regolabile nel precarico molla) non si sono mai lamentate. Tradotto vuol dire che la Scrambler Sixty2 ci ha accompagnato nei boschi ammortizzando perfettamente le irregolarità del terreno, ed anzi, in alcune situazioni, ci ha proprio dato l’impressione di essere una moto da Cross. Peccato solo di non avere avuto il tempo per provare a staccare le ruote da terra…

SU STRADA.
Averla guidata sull’asfalto ha significato divincolarsi nel traffico della Capitale e prendere una boccata d’aria su qualche curva montana, appena al di là del grande raccordo anulare. Procediamo per gradi. Primo: non vi azzardate a tenerla a giri bassi, non lo digerisce proprio. Le piace essere esplosiva, potete detonarla dai 6.500 giri/min fino al limitatore. Secondo: siete interessati al fondo scala del tachimetro (anche se gli aghi lasciano spazio ai numeri digitali)? Alla velocità massima? Sappiate che ci siamo spinti (esclusivamente per dovere di cronaca) fino ai 160 km/h di tachimetro, ma vi consigliamo vivamente, se mai doveste guidarla, di non superare il limite autostradale; come tutte le moto senza carena volereste via… (fondamentale il casco integrale e una buona giacca anti vento) e in più raggiungere tale velocità vuol dire aspettare non poco vista la discreta cavalleria a disposizione della Scrambler Ducati Sixty2. A parte questi due punti, che ci premeva specificare, un tema importante è la seduta, nonché la posizione di guida. La sella di serie non è affatto male sia per la guida in solitaria, che per accogliere un passeggero. Quando si va in due la Scrambler Ducati Sixty2 non si affatica e chi sta dietro ha le gambe nella posizione giusta, nonostante manchi qualcosa su cui aggrapparsi, per cui la vostra dolce metà dovrà accontentarsi di abbracciarvi per tutto il tempo. Ah, l’amour…

Scrambler Ducati-Sixty2

Quando si è da soli, invece, vista la forma non particolarmente sagomata della sella, si può scegliere dove poggiare il proprio fondo schiena. La sella standard misura 790 mm da terra, questo significa che difficilmente avrete problemi d’altezza. Noi che l’abbiamo guidata siamo tutti più o meno sui 180 cm e ci siamo sentiti perfettamente a nostro agio. Se poi ci fosse tra voi qualche gnomo o watusso, sappiate che tra la lista degli accessori Scrambler Ducati, sono presenti diverse selle. Senza contare che la personalizzazione con gli accessori della Casa avvicinerebbe il vostro mezzo alle sembianze di una Special, mantenendo, però, il requisito street legal da non sottovalutare. E quindi, dopo essere entrati in confidenza con questa due ruote, ci siamo buttati in città, riuscendo a muoverci con la stessa agilità di uno scooter, e su qualche curva, dove siamo riusciti a dare filo da torcere (sul misto stretto) anche a qualche altra moto decisamente più potente. Il bicilindrico bolognese è piccolo di cubatura ma sa essere nervoso al punto giusto quando vuole, anche se a cavalleria non siamo al top (41 cv @ 8.750 giri/min). Dopo tanto gas, dunque, ogni tanto tocca anche frenare. Per cosa poteva optare Ducati? Brembo ovviamente. Pinze che pinzano, ma senza ABS per favore (noi l’abbiamo disinserito). Una moto con un rapporto peso/potenza simile a nostro avviso non necessita di tale elettronica. A conti fatti la preferiamo sbrigliata, dosando con mano e piede la giusta quantità di frenata, il che risulta facile vista la dolcezza (ma anche l’incisività, volendo) delle leve. E comunque eccovi la carta d’identità dell’impianto frenante: ant. – disco 320 mm, pinza flottante a 2 pistoncini / post. – disco 245 mm, pinza a 1 pistoncino da 32 mm.

SPECIAL RACER CONSIGLIA.
Il portafoglio deve essere consistente
(anche se non va dimenticato che gran parte delle componenti sono dedicate, come impianto di scarico e cerchi), e non dovete avere delle aspettative particolari sulle prestazioni. La consigliamo ai neofiti, alle donne che non vogliono potenze esagerate e a chiunque non si senta in dovere di sedersi su almeno 100 cv di moto. Ed è anche modaiola! Noi la compreremmo molto volentieri; sì, anche la Scrambler Ducati Sixty2 con i suoi 399 cc. Per deformazione professionale non possiamo fare a meno di dirvi che la spoglieremmo un po’ per ridurre di qualche kg il peso, sostituiremmo qualche pezzo e sicuramente cambieremmo gli pneumatici per dedicarci esclusivamente alla terra, abbandonando l’asfalto. Questa è la nostra visione, ma la perfezione si raggiungerebbe con due treni di gomme (lisce e non), perché la versatilità di questa moto è davvero eccezionale. Quanto le daremmo in pagella da 1 a 5? Un bel 4, come le stelle del logo sul serbatoio che rimandando alla cilindrata.
Non dimenticatevi che le colorazioni disponibili per la Scrambler Ducati Sixty2 sono tre: la nostra era Atomic Tangerine (a nostro avviso la più interessante), ma c’è anche Ocean Grey e Shining Black.

GOOD & BAD.
⇧⇧⇧  VERSATILITÀ – la Scrambler Ducati Sixty2 ci ha regalato gioie in ogni situazione.
⇧⇧ STILE – i gusti non si discutono, ma secondo noi è davvero una bella moto.
ACCESSORI – tra pezzi di ricambio e abbigliamento, Ducati può rendere unica la vostra Scrambler.

STRUMENTO – non ci piace la collocazione e le info che segnala, e inoltre noi amiamo i cari e vecchi aghi.
⇩⇩ PREZZO – mille euro in meno rispetto alla sorellona sono troppo pochi.
⇩⇩⇩  SOUND – malgrado lo scarico sia dedicato, avremmo voluto sentire tutto un altro ruggito.

SPECS.
✓ MOTORE >> 399 cc – Bicilindrico a L – air cooled – 6 speed 
✓ POTENZA >> 41 cv @ 8.750 giri/min
✓ COPPIA >> 34,3 Nm @ 7.750 giri/min
✓ PESO >> 167 kg (a secco) – 183 (in ordine di marcia*)
✓ CAPIENZA SERBATOIO >> 14 litri
✓ PNEUMATICI >> Pirelli MT 60 RS – ant. 110/80 R 18 & post. 160/60 R 17
✓ PREZZO >> € 7.690

*90% di serbatoio pieno (norma 93/93/CE)Scrambler Ducati-Sixty2

La scritta Born Free – 1962 sul tappo del serbatoio della Scrambler Ducati Sixty2 non fa altro che inorgoglire quando ci si trova alla guida. La moto è piena di elettronica e ha un’anima ibrida, ma in mente non può che saltare subito la vera Scrambler, quella ’62.

Credit
Filming, Editing & Shooting by PSD Studio
Music “Orda” by Giovanni De Sanctis – Equador

Scrambler Ducati 62-Test Ride

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Roma, una Scrambler Ducati Sixty2 e una settimana di tempo per SPECIAL RACERizzarla! Dopo l'uragano di successo della Scrambler, che ha investito tutto il mondo, con 16.000 unità vendute nel 2015, Ducati ha preso la sua 800 e l'ha dimezzata. Sono pazzi, direte voi!? Invece no, perché il marchio di Borgo Panigale...
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