Cafe Racer

Cafe Racer

Semi manubri, codino monoposto e pedane arretrate. Un mood che esplode in Inghilterra alla fine degli anni ’60, dove i rockers sgangherati spogliavano le proprie motociclette, rincorrendo il concetto di velocità. Il loro sport preferito era quello di scorrazzare tra un cafe e l’altro, magari l’Ace Cafe, esibendo giacche di pelle e dei ferri davvero minimal.

 

Scrambler

Scrambler

USA, fine degli anni ’50: non tutte le strade erano asfaltate, anzi! Le moto stradali vengono adattate per cavarsela su tutti i terreni e ieri come oggi le riconosciamo non solo per le ruote tassellate e il manubrio da cross, ma anche per i parafanghi e gli scarichi alti. La tendenza fu forte a tal punto che la Ducati ci chiamò una moto, era il 1962.

 

Brat

Brat

Un concetto in movimento, una categoria ibrida che prende spunto da tutte le altre, purché non ci siano regole. Una visione a due ruote che nasce in Giappone per poi prendere sottobraccio la maggior parte delle moto Special senza un’identità ben precisa.

 

Tracker

Tracker

Moto leggere con la coda mozza che si battevano e si battono nei circuiti ovali sterrati, a colpi di derapate. Molti campioni americani si sono cimentati a partire dagli anni ’60 in competizioni in cui il traverso è il must della disciplina Flat Track. Sono agili e scattanti e spesso una tabella porta numero prende il posto del faro anteriore.

 

Bobber

Bobber

Nel secondo dopo guerra erano gli americani a personalizzare le motociclette cercando di emulare lo stile europeo. Disintossicate da vezzi superflui, si riconoscono lontano un miglio per gli pneumatici di taglia extra-large e la sella monoposto. Per essere ok, devono avere il parafango posteriore aderentissimo alla ruota.